23 novembre - Luk Eri II

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23 novembre

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La Passione di Pieter Bruegel e "I colori della Passione "di Lech Majewski

Sabato 23 Novembre, uno dei registi più avventurosi e ispirati di oggi, Lech Majewski , ha accompagnato gli spettatori, passo dopo passo, nell’epico capolavoro del Maestro fiammingo, Pieter Bruegel, fino alla sua conclusione sul Monte Calvario, iconograficamente non in alto sulla montagna, lontano dalla folla, bensì al centro del quadro, punto focale da cui si diramano le azioni quotidiane dei 500 personaggi della composizione pittorica e dove il Cristo muore in mezzo alla gente.

Proprio la quotidianità delle azioni, dei vestiti, dei gesti e degli sguardi di quella massa di persone, ciascuna un archetipo della società del tempo, in un momento  storico penoso per la gente delle Fiandre, furono argomento di  riflessione per Bruegel e per il suo committente ed amico, Nicolas Jonghelinck, che insieme concordarono ogni aspetto dell’opera.

La Professoressa  Renata Battaglini,  storica dell’arte, ha dato le chiavi di lettura del quadro, collocandolo nel contesto degli altri dipinti di Bruegel, mentre la dottoressa Margherita Valboa, critica cinematografica, ha spiegato le difficoltà di realizzazione di un film così coraggiosamente complesso, prodotto nel 2011 dalla Società Angelus dopo 3 anni di lavorazione;  per molte scene, infatti, a  fondali dipinti, riproducenti parti del quadro, sono state sovrapposte le immagini di azioni riprese dal vivo con attori, oppure i paesaggi della natura.

Il pubblico ha seguito in assoluto silenzio questo film, quasi muto, ma potente nel messaggio sulla libertà religiosa e i diritti umani, una allegoria pittorica stimolante sull’immagine e il racconto, la religione e l’arte, come ha scritto il New York Times. I due capolavori hanno dato così uno spettacolo di  eccezionale livello che ha affascinato gli occhi e coinvolto l’anima.   

Locandina

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