20 settembre - Luk Eri II

Vai ai contenuti

Menu principale:

20 settembre

EVENTI > Programma Stagioni passate > Stagione 2014-2015

Sabato 20 settembre - Visita agli scavi di Tarquinia

Quando la leggenda si confonde con la realtà: alle origini degli Etruschi
Il gruppo Luk Eri sabato 20 Settembre, ha esplorato gli scavi più recenti della zona archeologica della collina della Civita, 140 ettari di terra incontaminata, da secoli non abitata, che gli Etruschi chiamavano "Lo specchio del cielo" .
Un’area archeologica assolutamente unica, una delle più antiche aree sacre etrusche, con una continuità di vita, dal IX secolo al II secolo a.C., dove, sotto due metri di terra, sono custodite le testimonianze di una grande civiltà e che fino ad ora ha dato grandi soddisfazioni.
Alla Direzione degli scavi, dal 2004, la professoressa Giovanna Bagnasco Gianni dell’Università di Milano, che ha reso la visita un fatto eccezionale, con la sua passione, la sua competenza, il suo talento di affabulazione, la sua convinzione sulla capacità della sua "squadra", il gruppo multidisciplinare di ricercatori dalle competenze rare, il paleopatologo, l’archeoastronomo, i chimici, i fisici, gli architetti e gli archeologi che lavorano con lei in un innovativo modello di ricerca integrata, applicato su questa area nell‘ambito del "progetto Tarquinia", sostenuto dalle Regioni Lombardia e Lazio, nel cui ambito studiosi, a loro volta eroici, stanno portando alla luce le origini degli Etruschi.
Da Tagete, che nasce vecchio da una zolla e insegna i segreti della vita e della morte a Tarconte, eroe venuto dal mare, mitico fondatore della città; arando, Tarconte vede uscire dalla terra il fanciullo saggio.
E’ un incontro breve. Una rivelazione fulminea e fulminante. Il giovane nato vecchio inizia l’eroico discendente di Heracles ai misteri della religione etrusca e all’arte della divinazione, poi sparisce di nuovo e per sempre nella terra da cui era apparso.
Nasce così la cultura etrusca: una solida e raffinata capacità di interpretare i segni e dominare il proprio destino che affonda le sue radici religiose, etiche e sociali nel contatto con la terra madre.
Da allora nessuno ha più abitato la collina che guarda il mare.
Oggi gli strumenti del futuro stanno scoprendo il nostro passato, una sfida coraggiosa che richiede lavoro, sacrifici e risorse ma, dagli strati di fango, riemerge la materia prima della nostra terra: la cultura. Il nostro petrolio.
Lilly Piva
Presidente Luk Eri

- - - o o o O O o o o - - -


Tarquinia. La collina della Civita, quaranta adulti e Giovanna Bagnasco Gianni, direttrice degli scavi che spiega, anzi affascina, con le sue storie questo gruppo di persone. Qualcosa di unico cui, da tempo, non capitava di assistere.
Una sorta di contatto culturale e magico con uomini di migliaia di anni fa. In quei momenti li sentivo accanto a me: il marinaio greco, il ragazzo epilettico, gli uomini, le donne ed i bambini sepolti e mai nati. E poi il leggero vento della Civita; un Museo non può dare queste emozioni.
Un luogo e la memoria del passato.
"Qui tutto è fermo/incantato nel mio ricordo/…Anche il Vento"(Cardarelli)
L’area sacra della Civita è il riflesso del Cielo sulla terra. Su quell’area lavorano studiosi di chiara fama e giovani ricercatori e la loro passione si propaga a chiunque si avvicini all’enigma del popolo etrusco, tanto raffinato ed evoluto quanto ancora misterioso.
Il racconto e le spiegazioni della archeologa Giovanna Bagnasco Gianni sono diventate per il gruppo dell’Associazione  Luk Eri di Sutri un esperienza in grado di arricchire le proprie conoscenze e spesso risposte ai propri interrogativi.

Vittorio Nevano

 
Torna ai contenuti | Torna al menu