17 maggio - Luk Eri II

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17 maggio

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17 maggio - My Architect, a son's journey

Il film, presentato con competenza e passione dall'Architetto Giulia Levi della Vida, racconta la struggente ricerca delle testimonianze sul padre, Louis Khan, grande progettista e architetto americano degli anni '50, condotta da Nathaniel, uno dei suoi due figli naturali.
Louis Kahn, di famiglia estone, emigrata negli Usa nei primi anni del Novecento, brutto, basso, ebreo, segnato sul volto dalle cicatrici di un incendio e, nell'animo, dall'ansia di lavorare non per vivere ma per costruire grandi e bellissimi edifici, aveva tutte le caratteristiche per essere un perdente nella società americana dei suoi tempi.
La sua forza e la sua religione erano la volontà di progettare e costruire. Di qui le differenti valutazioni che il figlio, regista del film, è costretto a dare di suo padre, l'architetto e di suo padre, l'uomo, innamorato di più donne contemporaneamente, anche loro inserite nel lavoro di progettazione, con figli tenuti vicini ma nello stesso tempo distanti, riconosciuti ma non frequentati, in un disordine tanto diverso dagli orizzonti borghesi dell'America degli anni '50.
Gli spazi, le forme geometriche, i nuovi materiali, sono stati la caratteristica principale delle sue realizzazioni, come ha messo in luce la presentazione(*),  opere in genere di edilizia pubblica come biblioteche, ospedali, tutte con l'idea di prevedere un grande spazio comune, per passeggiare o anche pattinare, una sorta di "agorà" del ventesimo secolo, diventate esempi di un modo nuovo di concepire la vita.
Il lavoro e il desiderio d’innovazione hanno portato Kahn in tutto il mondo e suo figlio, come Telemaco, ne ha seguito le tracce, fino alla sua ultima realizzazione, la più lontana e, forse, la più bella, Il Palazzo del Parlamento del Bangladesh, completata dal Governo di quel Paese dopo la sua morte, rispettando integralmente il suo progetto.
Oggi il Palazzo è l'orgoglio del popolo di un paese povero, che tuttavia si riconosce in quello splendido edificio costruito sull'acqua e illuminato dalla luce del cielo: le ricchezze del luogo.
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“L’architettura è una meditata costruzione di spazi. Significa creare uno spazio che evochi un sentimento d’uso … Il primo atto di un architetto deve consistere nel cambiare il programma assegnatogli; non già per soddisfarne le esigenze, ma per immetterlo nel regno dell’architettura, cioè nel regno degli spazi. Il progetto di un edificio va letto come un’armonia di spazi nella luce”.

Locandina



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